Ripercussioni dei depositi in strati geologici profondi
Le scorie radioattive emettono radiazioni. I depositi in strati geologici profondi devono garantire che le persone e l’ambiente siano protetti da possibili ripercussioni negative. Le autorizzazioni per la costruzione e l’esercizio di un deposito in strati geologici profondi vengono pertanto rilasciate soltanto se il richiedente può dimostrare che il deposito, durante l’esercizio e anche dopo la sua chiusura, non abbia ripercussioni radiologiche di rilievo.
La pianificazione, la costruzione e l’esercizio di un impianto di questo tipo si ripercuotono però anche sull’ambiente, sull’economia e sulla società nella regione di ubicazione. Il Piano settoriale dei depositi in strati geologici profondi tiene conto anche di ciò:
- nelle diverse procedure di autorizzazione vengono analizzate le ripercussioni sull’ambiente per mezzo di esami dell’impatto sull’ambiente;
- le ripercussioni sull’economia e sulla società sono prese in considerazione sin dall’inizio. Gli sviluppi negativi devono essere affrontati tempestivamente, ma devono anche essere sfruttate le opportunità per lo sviluppo regionale.
Come nel caso di altri grandi progetti di costruzione, la procedura di autorizzazione per un deposito in strati geologici profondi e per un impianto di imballaggio degli elementi di combustibile richiede per ciascuno un esame dell’impatto sull’ambiente (EIA) conformemente all’articolo 10a della legge sulla protezione dell’ambiente (LPAmb). Mediante questo esame le autorità federali verificano se gli impianti previsti rispettano le prescrizioni ambientali in vigore sia nella loro costruzione che nel loro esercizio. Durante la procedura di autorizzazione di massima si procede alla prima fase dell’EIA; durante la procedura di autorizzazione edilizia alla seconda fase dell’EIA.
La Nagra è tenuta a presentare, tra la documentazione relativa alla domanda, un rapporto di impatto ambientale (RIA) in cui illustra le ripercussioni prevedibili di ogni progetto sull’ambiente nonché le misure previste per evitarle o contenerle. Questo rapporto viene verificato dalle autorità cantonali e federali e il risultato dell’esame diventa parte integrante dell’autorizzazione, ad esempio sotto forma di onere vincolante come misure di protezione o sostituzione.
L’EIA non è efficace soltanto nel momento dell’approvazione del progetto, ma già durante la fase di pianificazione: l’obiettivo è quello di riconoscere tempestivamente l’impatto degli impianti sull’ambiente e di evitarlo o limitarlo. Ad esempio, ai criteri ambientali viene data grande importanza già nella fase di ricerca di possibili siti per le infrastrutture di superficie.
Nel 2015/16 la Nagra ha eseguito per la prima volta EIA preliminari per le regioni di ubicazione prese in considerazione, allora tre. L’indagine preliminare contiene un capitolato d’oneri per il RIA e spiega a quali domande occorre rispondere con quali metodi.
Quando nel 2022 sono stati proposti il sito di Lägern Nord per il deposito in strati geologici profondi e quello di Würenlingen per l’impianto di imballaggio, la Nagra ha anche presentato i relativi EIA preliminari aggiornati. Le autorità competenti sono giunte alla conclusione che queste indagini preliminari rispettavano in ampia misura le prescrizioni della legislazione in materia di protezione dell’ambiente nei 17 settori ambientali considerati. La Nagra ha poi comunque dovuto adeguare alcuni punti dei capitolati d’oneri in vista delle indagini principali. Sulla base dello stato delle conoscenze di allora, l’UFAM riteneva che dal punto di vista ambientale non vi erano ostacoli insormontabili a un’autorizzazione.
Le procedure EIA per i depositi in strati geologici profondi sono casi particolari nella misura in cui tra la prima e la seconda fase vi è un ampio intervallo di tempo, durante il quale possono cambiare alcuni elementi del progetto, la procedura di costruzione o determinate prescrizioni ambientali. Nella domanda di autorizzazione di massima vengono stabiliti soltanto i punti fondamentali del progetto, e molti aspetti ambientali, come quelli relativi ai lavori di costruzione, non possono ancora essere definiti con precisione.
Nel quadro delle discussioni sul collocamento delle infrastrutture di superficie nel Piano settoriale dei depositi in strati geologici profondi, sono state discusse questioni, talvolta controverse, relative alla protezione delle acque. Al centro dell’attenzione vi erano in particolare grandi riserve idriche sotterranee utilizzabili come acqua potabile. Diverse parti hanno chiesto che nella scelta dei siti per le infrastrutture di superficie la protezione delle acque sia ponderata in modo nettamente maggiore rispetto ad altri criteri. Nel 2013 la Nagra ha pubblicato un rapporto (disponibile solo in tedesco), giudicato plausibile dalle autorità federali, in cui ha spiegato come è possibile garantire la protezione delle persone e dell’ambiente, in particolare per quanto riguarda la protezione delle acque.
Le autorità federali ritengono che un deposito in strati geologici profondi e le relative infrastrutture di superficie non costituiscano un particolare pericolo per le acque: la quantità relativamente contenuta di scorie radioattive si presenta in forma solida e difficilmente solubile ed è imballata e schermata in modo sicuro. Inoltre, nell’impianto di imballaggio e nel deposito in strati geologici profondi sono previste numerose misure di protezione a livello di costruzione e di esercizio. Le possibili ripercussioni nucleari di un impianto nucleare sulle acque sono ampiamente studiate nell’ambito dell’esame della sicurezza tecnica delle domande di diritto dell’energia nucleare per l’autorizzazione di massima ed edilizia e per la licenza d’esercizio, e i valori limite da rispettare sono molto rigorosi. Le autorità federali, pertanto, non vedono motivi per cui nella ponderazione degli interessi la protezione delle acque debba assumere un’importanza maggiore rispetto ad altri aspetti della protezione dell’ambiente o della pianificazione territoriale.
Nella seconda tappa, per ognuno dei sei allora possibili siti per un deposito in strati geologici profondi l’UFE ha eseguito un cosiddetto studio sugli effetti socioeconomici-ecologici. In tale ambito, un’analisi del valore d’uso ha stimato le potenziali ripercussioni ecologiche, economiche e sociali della costruzione e dell’esercizio fino alla chiusura, un centinaio di anni dopo, di un deposito in strati geologici profondi. Lo studio, basato su analisi di dati, ricerche nella letteratura specialistica e interviste a esperti, è stato pubblicato nel 2014.
È stato effettuato in tutte le regioni di ubicazione secondo la stessa metodologia: 40 indicatori sono stati aggregati per valutare sei obiettivi principali (due per ogni ambito di intervento: economia, ambiente e società). Il sistema di indicatori e obiettivi dello studio socioeconomico-ecologico serviva a valutare effetti per quanto possibile oggettivabili. Possibili effetti indiretti e quindi difficilmente stimabili, come effetti negativi in termini di immagine, sono stati volutamente esclusi. La metodologia non consentiva di compensare tra di loro i sei obiettivi principali. Ciò significa in particolare che eventuali effetti negativi nelle parti «ambiente» e «società» non potevano essere compensati da effetti positivi nella parte «economia».
Le ripercussioni del deposito in strati geologici profondi sui due obiettivi principali dell’ambito di intervento «economia» (effetti sull’economia regionale, finanze pubbliche) sono state valutate in modo positivo e simile per tutti i siti. Gli obiettivi principali negli ambiti di intervento «ambiente» (proteggere le risorse, evitare le immissioni) e «società» (sviluppare e proteggere lo spazio insediativo) sono stati valutati in modo negativo per tutti i siti. A tale proposito si sono tuttavia riscontrate notevoli differenze da una regione all’altra.
Durante lo studio sono emerse numerose domande, dovute in particolare a pareri dei Cantoni e delle Conferenze regionali, domande a cui non era possibile rispondere direttamente nell’ambito dello studio, ma la cui risposta poteva essere di grande interesse. L’UFE ha risposto a molte di queste domande supplementari in diversi rapporti. Vi sono state anche altre domande che a causa dello stato di pianificazione nella seconda tappa non avevano ancora ottenuto una risposta oppure non avevano ancora potuto essere approfondite come desiderato. Se ne è comunque tenuto conto organizzando le indagini approfondite.
I risultati dello studio e le domande supplementari sono stati riassunti per ogni regione di ubicazione in rapporti di sintesi aggiunti negli anni successivi e poi completati con i risultati dello studio sugli aspetti sociali, del monitoraggio socioeconomico e delle indagini approfondite.
Alcuni temono che l’immagine di una regione di ubicazione di un deposito in strati geologici profondi risenta della presenza di quest’ultimo, con possibili ripercussioni indirette sull’economia o sulla popolazione. Poiché nello studio sugli effetti socioeconomici-ecologici tali ripercussioni sull’immagine non sono state prese in considerazione, i Cantoni di ubicazione riuniti nel Comitato dei Cantoni hanno deciso di realizzare un cosiddetto studio sugli aspetti sociali. Questo studio, comprendente anche sondaggi tra la popolazione, è stato realizzato nelle regioni di ubicazione Giura orientale, Lägern Nord e Zurigo nord-est. I risultati sono stati pubblicati nel 2016 e 2018. In tale contesto, allo stato di pianificazione di allora non sono state individuate ripercussioni negative sulla percezione delle regioni di ubicazione da parte della popolazione locale e degli abitanti delle regioni confinanti. I rapporti finali di questi studi sono disponibili (in tedesco) sul sito del Comitato dei Cantoni.
In origine era previsto che i Cantoni di ubicazione dopo alcuni anni eseguissero una seconda tornata di sondaggi per poter osservare lo sviluppo nel tempo nelle regioni di ubicazione. Nel frattempo, questo progetto è stato integrato nel monitoraggio socioeconomico dell’UFE.
Dall’inizio della terza tappa della procedura del piano settoriale, nelle regioni di ubicazione oggetto dell’approfondimento viene svolto un monitoraggio basato su una serie di indicatori sociali ed economici, che prevede rilevazioni e documentazioni periodiche. Tale base offre la possibilità di contrastare eventuali sviluppi indesiderati e di sfruttare le opportunità per sviluppi positivi.
Il monitoraggio comprende sistematicamente gli sviluppi regionali e contribuisce quindi a oggettivare le discussioni sulle ripercussioni del deposito in strati geologici profondi. Al contempo indica i settori in cui possono e devono essere avviati progetti regionali concreti per permettere uno sviluppo sostenibile nonostante o in concomitanza con il deposito in strati geologici profondi.
Da solo, un monitoraggio non può spiegare le causalità delle ripercussioni. Di conseguenza, in molti casi non è dato sapere se i cambiamenti osservati sono dovuti a misure regionali, al deposito in strati geologici profondi o ad altri fattori. Per capirlo servono indagini più approfondite.
In vista del monitoraggio, in collaborazione con le regioni e i Cantoni di ubicazione, l’UFE ha elaborato un piano, pubblicato nel 2016. Il piano è stato concretizzato ulteriormente nel 2017 e testato in una fase pilota nel 2018/19. Gli sviluppi delle regioni di ubicazione constatati nella fase pilota non si discostano molto dallo sviluppo delle regioni vicine, né dalla media svizzera o della Germania meridionale. Questo non è sorprendente: allora il sito del deposito in strati geologici profondi non era ancora stato proposto e quindi fino a quel momento nelle regioni le relative attività erano limitate. Nonostante ciò è importante disporre di una serie temporale che cominci prima affinché possa fungere da misurazione di riferimento con la quale confrontare i dati relativi alla fase di costruzione e di esercizio del deposito.
Il monitoraggio è stato ripetuto nel 2024.
Le indagini approfondite nella terza tappa della procedura del piano settoriale sono studi (generalmente una tantum) che approfondiscono singole questioni sulle ripercussioni di un deposito in strati geologici profondi e stimano una selezione di possibili ripercussioni future per mezzo di scenari o previsioni. Le previsioni riguardano potenziali ripercussioni e sviluppi, eventualmente anche causalità. È possibile approfondire anche effetti già esistenti (ex post, ad es. cambiamenti già intervenuti sul mercato immobiliare).
Le indagini approfondite non riguardano soltanto aspetti economici, bensì servono per raccogliere le eventuali domande a cui l’EIA e lo studio sugli aspetti sociali non hanno potuto rispondere in modo soddisfacente.
Nel 2016, in collaborazione con le regioni e i Cantoni di ubicazione, l’UFE ha elaborato e pubblicato un piano per le indagini approfondite. In tale contesto sono state prese in considerazione in particolare le domande supplementari ancora aperte dopo lo studio socioeconomico-ecologico. Il piano prevedeva i seguenti sei studi.
A: zone residenziali ed economia
B: finanze pubbliche
C/D: diversi perimetri e periodi
E: effetti economici delle ripercussioni sui trasporti
F: acquisizioni ed economia regionaleQuesti studi coprono tutti gli ambiti tematici la cui analisi era sembrata utile al momento dell’elaborazione del piano per le indagini approfondite. Fino ad allora erano stati effettuati e pubblicati uno studio preliminare sull’ambito tematico A e due sull’ambito tematico F.
Poiché non è da escludere che nel corso della terza tappa emergano nuove domande, nel quadro dell’indagine preliminare è possibile svolgere anche studi ed analisi supplementari, non previsti nel piano.
In relazione ai depositi in strati geologici profondi viene spesso espresso il timore che questi possano far diminuire i prezzi degli immobili nelle regioni di ubicazione. Per questo motivo, l’UFE osserva il mercato immobiliare nelle regioni di ubicazione per mezzo del suo monitoraggio socioeconomico. Finora non sono stati riscontrati effetti negativi.
Quantificare in modo esatto gli effetti di un deposito in strati geologici profondi sui prezzi degli immobili e dei terreni è attualmente impossibile. Nel 2011 uno studio era però giunto alla conclusione che, in seguito alla messa in esercizio del deposito in strati geologici profondi, le eventuali perdite di valore sarebbero minime e limitate ai siti con infrastrutture di superficie direttamente visibili. Considerate l’ubicazione dei siti ad Haberstal, nel Comune di Stadel, e nel caso di Zwilag nel Comune di Würenlingen, nonché la topografia nelle aree circostanti, non si prevede un deprezzamento generalizzato e sostanziale degli immobili a causa del deposito.
Erano giunti a conclusioni simili due studi sullo sviluppo nel Comune di Stadel e nell’Unterland zurighese svolti su mandato del Cantone di Zurigo immediatamente dopo che era stata resa nota la scelta dei siti, come pure un anno più tardi.