Gruppi elettrogeni di emergenza e impianti di cogenerazione

I gruppi elettrogeni d’emergenza e i piccoli impianti di cogenerazione forza-calore possono partecipare alla riserva di energia elettrica attraverso aggregatori. Questi ultimi riuniscono diversi gruppi elettrogeni di emergenza e impianti di cogenerazione più piccoli in un’unica unità, in modo da poterli utilizzare come un’unica centrale per la riserva di energia elettrica. Attualmente sono disponibili circa 300 MW di gruppi elettrogeni di emergenza aggregati presso cinque diversi aggregatori. Una volta entrata in vigore la nuova legislazione, la società nazionale di rete organizzerà i bandi pubblici. Poiché si prevede che i risultati dei bandi pubblici saranno disponibili solo a inizio del 2028, è necessaria una soluzione transitoria per i periodi di disponibilità 2026/2027 e 2027/2028. In ottemperanza all’ordinanza contro l’inquinamento atmosferico (OIAt) i gruppi elettrogeni di emergenza possono funzionare per un massimo di 50 ore all’anno. Dati questi tempi d’esercizio limitati, ai gruppi elettrogeni di emergenza si applicano requisiti meno severi rispetto ai motori a combustione stazionari che restano in funzione per più di 50 ore all’anno. Se possibile, i gruppi elettrogeni di emergenza che partecipano alla riserva di energia elettrica dovrebbero essere dotati di motori stazionari. 

Ultima modifica 15.04.2026

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