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L'energia geotermica, o "calore della Terra", è l'energia immagazzinata sotto forma di calore al di sotto della superficie terrestre, che deriva soprattutto dal decadimento di elementi radioattivi presenti in natura. Già a partire da circa 15 metri sotto il livello del suolo la temperatura del terreno è costante lungo tutto l'arco dell'anno. In Svizzera, a 5000 metri di profondità, si misura una temperatura di circa 200°C. Vi sono diversi metodi per utilizzare questo calore.
Sonde geotermiche verticali, pozzi artesiani, geostrutture (pali di fondazione, pareti colate in trincea) e acque calde provenienti dal drenaggio delle gallerie vengono di solito utilizzati, unitamente ad una pompa di calore, per scopi di riscaldamento e, in alcuni casi, anche di refrigerazione. Mediante trivellazioni in profondità è possibile accedere a falde di acqua calda (acquiferi), mentre la tecnologia dei cosiddetti "Enhanced Geothermal System" consente di trarre energia termica dai sottosuoli asciutti. Le temperature superano i 100°C: è quindi possibile produrre energia elettrica, mentre il calore residuo può essere utilizzato per il riscaldamento.
Attualmente, in Svizzera, non viene prodotta energia elettrica a partire da fonti geotermiche. A San Gallo e Lavey-les-Bains due progetti sono in avanzato stadio di sviluppo. Entrambi i progetti beneficiano di una copertura dei rischi finanziata attraverso il fondo RIC. Grazie a questa garanzia gli investitori possono sviluppare ulteriormente i progetti nell'ambito della geotermia, anche senza avere la certezza di riuscire a produrre elettricità.
In Svizzera, il potenziale di produzione di energia elettrica da fonti geotermiche è molto elevato. Tuttavia vi sono ancora grandi incertezze per quanto riguarda i costi e la fattibilità. Nonostante ciò, le caratteristiche di questa fonte energetica inesauribile, pulita e permanente sono accattivanti: non genera emissioni di CO2, fornisce energia di banda e occupa poco spazio. Gli esperti prevedono che entro il 2030 la Svizzera disporrà di una dozzina di impianti che complessivamente produrranno circa 800 GWh di energia elettrica. A lungo termine è immaginabile che una quota significativa del fabbisogno di energia elettrica del nostro Paese possa essere coperta con centrali geotermiche.
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